Um Kalthoum

Umm Kalthum nacque nel 1908 a Tamayet-el-Zahayra – un piccolissimo villaggio egiziano- da una umile famiglia di agricoltori. Ha cominciato la sua carriera di cantante in tenera età. Si vestiva da ragazzo perché era diffusa l’idea che le donne virtuose non cantassero in pubblico. Contemporaneamente, ha studiato il Corano ed ha acquistato padronanza della sua lingua. Durante le nozze e le festività della famiglia recitava versi del Libro Sacro e della Sira, canzoni che narravano la storia del Profeta Maometto e della sua famiglia. Ancora giovane, la sua voce aveva una gamma impressionante di tonalità; grazie ai suoi virtuosismi senza pari la sua fama raggiunse tutta la Vallata del Nilo.

Nel 1924 si muove verso il Cairo in cui, durante gli anni successivi, raccoglie attorno a sé un gruppo di fan che la segue ai suoi concerti. Ogni sua performance si trasforma in un evento simbolo del “panarabismo”. La gente, dal Nord Africa al Medio Oriente e particolarmente dalla penisola Araba, vola al Cairo il primo giovedì di ogni mese solo per assistere ai suoi concerti che, il più delle volte, consistevano in una singola canzone che durava fino alle prime ore del mattino.
Alta, dalla capigliatura nera, Umm Kalthum affascinava i suoi ascoltatori, e con le sue parole e la sua voce poteva creare un’atmosfera magica ed incantare gli spettatori come nessun altro cantante arabo, nel passato o nel presente, abbia mai potuto fare. Il suo stile era talmente unico da essere in grado di spingere gli ascoltatori a ridere o persino portarli alle lacrime.

Durante la seconda guerra mondiale i suoi successi hanno avuto una tale ridondanza tra gli arabi che sia gli alleati che l’asse, hanno trasmesso suoi brani nei loro programmi alla radio. Alla fine degli anni ’40 Umm Khalthum è stata riconosciuta come il simbolo della canzone araba e da allora in poi la sua vita è stata identificata con la storia dell’ Egitto moderno.
Dopo la presa del potere, Nasser stabilì un rapporto molto stretto con Umm Kalthum, grazie al quale negli anni successivi ella poté godere di una condizione privilegiata insieme a questo giovane eroe arabo; posizione singolare che nessun altro artista ha mai raggiunto. La sua voce divenne importante quasi quanto i discorsi del carismatico Nasser . La fama, che le guadagnò un pubblico in tutto il mondo arabo, fu tale che le notizie politiche importanti venivano mandate in radiodiffusione prima dei concerti di Umm Kalthum. Da qui il detto che negli anni ’50 parlava dell’esistenza di due sole guide incontrastate in Medio Oriente: Jamal Abd al-Nasser ed Umm Kalthum. Tuttavia, ancor più di Nasser, come la sfinge eterna, questa “voce degli Arabi” si è trasformata in un vero e proprio simbolo nazionale dell’Egitto.
Nel periodo di pieno splendore artistico degli anni ’50 e ’60, quando Umm Kalthum è divenuta l’eroina nazionale del suo paese, la sua fama raggiunse lo zenith anche nelle altre terre arabe. Soprannominata “l’Ambasciatrice dell’ arte araba”, la sua importanza in Medio Oriente era così grande che venne ricevuta con la stesso cerimoniale usato per i capi di stato.
Umm Kalthum morì nel febbraio del 1975. Il suo funerale fu guidato dal corteo presidenziale e seguito da una processione lunga un miglio. Stelle del cinema, poeti, uomini di affari, ambasciatori e ministri hanno camminato spalla alla spalla con le centinaia di migliaia di suoi ammiratori, che formavano una colonna infinita. Dalla parte anteriore del corteo si levava il canto ” Arrivederci! Arrivederci alla nostra cara cantante!” e echeggiava tra i singhiozzi della folla. Il turbinio voluminoso della gente addolorata fu secondo soltanto all’ addio a Nasser, il più grande funerale nella storia egiziana.